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Fondazione Bevilacqua La Masa

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Technè
pittura_ricerca

Palazzetto Tito
20.11.04> 21.11.04

 
 
 

a cura di Saverio Simi de Burgis
Technè. pittura_ricerca è una mostra di giovani artisti dell'Accademia di Belle Arti di Venezia che la Fondazione Bevilacqua La Masa ospita nella sua sede di Palazzetto Tito. I quattordici artisti selezionati da Saverio Simi de Burgis tra gli studenti delle cattedre di pittura rappresentano uno spaccato dello stato attuale della ricerca all'interno dell'antica Istituzione veneziana.
Téchne vuole costituire un pretesto per una riflessione su un termine molto attuale oggi e che nel suo significato etimologico, dal greco antico, rappresentava l'Arte nel suo complesso, quando ancora l'arte e l'artista, pur costituendo le basi della cultura occidentale nel settore, non avevano certo quel senso e quella riconoscibilità che noi attribuiamo loro oggi. La tecnica, o meglio le tecniche, hanno sempre fatto parte indissolubile dell' espressione artistica e tali conoscenze e pratiche hanno portato alla nascita delle antiche botteghe medievali e rinascimentali, quindi delle storiche accademie di belle arti, da secoli luoghi deputati all'insegnamento delle arti figurative in Italia. L'evoluzione tecnica ha sempre provocato dei cambiamenti all'interno della ricerca pittorica, basti pensare alla rivoluzione apportata dalla produzione industriale dei colori in tubetto che consentirono ai pittori impressionisti di dipingere en plein air, con tutte le conseguenze di un rinnovamento che ha segnato la storia dell'arte. Non sempre, però, un'idea di progresso e di evoluzione può essere condivisa e costituisce una reale conquista; spesso sottintende delle perdite, delle regressioni e degli scompensi, e ciò si ripercuote sia a livello esistenziale che nello specifico dei diversi ambiti di conoscenza.
Attualmente la ricerca tecnologica ha raggiunto notevoli sviluppi e la sua incessante corsa a un continuo rinnovamento implica ovviamente delle tangibili conseguenze anche nella ricerca artistica, tanto che in molti ritengono che, nell'adozione di un linguaggio multimediale, il computer abbia sostituito il pennello. Allo stesso tempo, tuttavia, si avverte il bisogno di tornare ad antiche tecniche e il pennello viene recuperato dalle soffitte... Questa mostra certamente non ambisce a esaurire il problema che rimane di vastissima portata: tuttavia si propone di stimolare e di aprire un confronto e un dibattito su un tema molto sentito e ancora centrale nell'ambito artistico e all'interno di una specifica ricerca condotta all'interno delle accademie di belle arti.
La tecnica, o meglio il medium, non può d'altronde sostituire il risultato che, alla fine, come dimostrano con le loro opere gli studenti-artisti selezionati per tale rassegna, può essere ottenuto in qualsiasi modo, seguendo sia i metodi più tradizionali che quelli più innovativi. E in questo ambito, quindi, il fine non giustifica i mezzi: la pluralità dei linguaggi appresi possono tutti garantire un risultato, l'importante è che dietro ci sia, in ogni caso, una sostanza che ne determini la qualità.

Gli artisti che espongono
Alvise Ardenghi, Primoz Bizjak, Sara Caputi, Vania Comoretti, Jerney Forbici, Liana Fides Frappa, Paola Ganz, Dritan Hyska, Jaša Mrevlje, Evita Pizzale, Odette Scapin, Ilaria Settimo, Cristina Treppo, Sofia Zanin.