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Fondazione Bevilacqua La Masa

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Con pieno titolo
Mostra di fine corso del Laboratorio di Cesare Pietroiusti

Palazzetto Tito
29.03.07> 01.04.07

 
 
 

IUAV - CLaSAV Laboratorio Arti Visive 5
di Cesare Pietroiusti e Hajnalka Somogyi

Marco Bacci, Gloria Bortolussi/Valentina Lucio/Annalisa Mazzoli/Kathrin Tshurtschenthaler, Sara Catenacci, Gianmarco Di Roma, Chiara Di Stefano/Greta Zamboni, Luca Giocoli, Alessandro Laita, Ida Nabresini, Laura Pante, Federica Santulli, Alberto Tadiello, Alice Vanzan.

Il paradosso è una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile
(Mark Sainsbury)

Questa mostra prende avvio dal concetto di paradosso e dalle molteplici forme in cui può manifestarsi. Nel laboratorio abbiamo analizzato e discusso collettivamente le modalità con cui il paradosso si presenta sia su un piano concettuale che pragmatico, nella filosofia, nella psicologia e nell'arte, e su come esso possa influenzare il confronto interindividuale e le dinamiche relazionali. A partire da queste discussioni si sono sviluppati diversi progetti, individuali e di gruppo, che sono stati sottoposti, per tutta la durata del corso, a ricerche e approfondimenti collettivi.

Quotidianamente le possibili e differenti forme del paradosso, con la loro apparente casualità ci colgono impreparati e, disattendendo le aspettative progettuali e razionali, rendono la vita meno ordinaria, costringendoci a cambiare il punto di vista e a ripensare il modo stesso in cui, nel pensiero, ordiniamo gli eventi.

In mostra sono evidenziati diversi approcci e spunti di ricerca al tema del paradosso e ad una possibile "casistica": dal piano performativo a quello relazionale, dal plot cinematografico alla raccolta testuale, dalla mimesi retorica all'antinomia logica, dal non-sense della affermazione che nega se stessa alla esplorazione della vertiginosa pienezza del vuoto.
Lungi dal voler esaurire entro le dinamiche espositive la complessità del tema, i lavori di questa mostra tentano di esplorare, con ironia, le logiche costruttive del linguaggio e dell'agire proprio là dove esse sembrano più instabili e incerte.


DESCRIZIONE DEI LAVORI IN MOSTRA

Con pieno titolo Gino De Dominicis 2007
Con pieno titolo Gino De Dominicis 2007 è il titolo della mostra. Titolo che è anche opera, opera che è anche un falso della firma di Gino De Dominicis, che afferma la sua presenza anche oggi. In realtà è copia di un "falsario", Miltos Manetas, che nel 2006 ha copiato la firma dell'artista rendendola pubblica nel sito www.ginodedominicis.com.
E' un altro piccolo spostamento, un'approssimazione, un cercare di avvicinarsi all'opera di Gino De Dominicis, e, ancora una volta, alla sua immortalità.
Alessandro Laita

"PAC-Linea 2. Deviazione di percorso"
Un dialogo tra due artisti che, con approcci diversi, operano nella dimensione pubblica. Un lavoro creato per indagare il paradosso della street art, che nasce come contestazione o come esigenza di espressione personale e collettiva di valori condivisi, e tende infine a confluire nelle logiche del mercato.
Federica Santulli in collaborazione con Laura Carpani e Francesca De Isabella

Imita te stesso!
Un programma per un confronto vocale con se stessi. Un gioco che non ha senso. Una macchina che non produce responsi.
Sei in grado di auto-valutare e riprodurre la tua identità?
Sara Catenacci, con la collaborazione di Loginet s.r.l.

Desideri mancati / Lost Wishes
Una torta realizzata interamente con le candeline di cera rosa e celesti, le stesse che vengono accese nei compleanni per poi essere spente mentre si esprime un desiderio.
Nel caso di Desideri mancati / Lost Wishes le candeline vengono accese e lasciate bruciare fino all'esaurimento dell'intera torta.
Come accade in altri miei lavori ho cercato di avvicinare lo spettatore anche tramite l'olfatto: la torta infatti, prima di venire accesa, ha un profumo di vaniglia.
Marco Bacci

Pre_Essenze
Abbiamo lavorato sul paradosso. Il paradosso che fa esistere un Artista Inesistente nel momento stesso in cui se ne parla, e il paradosso basato sulla formulazione di un progetto curatoriale e sulla realizzazione di un catalogo sul "non-operare" di questo artista. Partendo dall'incomunicabilità di una tale condizione, abbiamo tentato di costruire un possibile e coerente universo filosofico, in cui ogni singolo e razionale tassello potesse trovare una connessione con il precedente e il successivo, andando a costruire una rete che, nel complesso, apparisse godere di un'autonoma logicità.
Chiara di Stefano e Greta Zamboni

Lucida follia
Come si può chiamare quel soggetto che, a dispetto di tutto, persevera in un errore, come se per sbagliarsi disponesse dell'eternità? Un recidivo innamorato, prigioniero in una gabbia di pensieri.
Ida Nabresini

Three
Three è il risultato della somma di tre video sul tema del paradosso.
Il primo, intitolato "Addiction loop", rappresenta, in una quarantina di secondi, lo "schizzo" provocato da uno "spritz di cocaina" e l'inizio del "down" conseguente.
"Post Persona" racconta invece della maternità come atto d'amore e come trauma: un audio tratto dal film "Persona" di Ingmar Bergman è affiancato alle immagini di due bambini che giocano gioiosi con la propria madre.
Nel terzo ed ultimo video, "Dannati / Blasted" (da Sarah Kane) si esplora la possibilità di come l'amore e la violenza possano convivere.
Gianmarco Di Roma

ffffff
Ogni respiro diviene un momento, che accarezza, emoziona, provoca; restituisce un'esperienza fisica senza contatto, una percezione alterata in un minimo spazio e in un minimo tempo. Il soffio diventa un accenno di violata intimità, veloce ed indolore,
sensuale, un "quasi niente" potente per la sua imprevedibilità, immediatezza.
Penso a questo lavoro come una pulsazione effimera, che si sposta nello spazio espositivo e coglie impreparato lo spettatore, disincantandolo.
"... Ecco, non dico niente. Sto precisando in voce che non dico niente. Un non dico niente che, cosi, risuona. Non dico niente. Soffio di vento.. Divento soffio."
(Carmelo Bene, 4 momenti su tutto il nulla. http://www.radio.rai.it/radio3/archivio_2002/eventi/2002_03_18_bene/index.cfm)
Alberto Tadiello

I am not ready yet
E' prossimo il momento in cui ricominciare ad essere realisti ben sapendo che realismo, oggi, significa pensare in modo paradossale ed estremo, che attenersi ai fatti richiede un'immaginazione fuori di misura..."
(dalla rivista "Luogo Comune" 1993)
Non sono ancora pronta.
Laura Pante

In Italy Made from China
Le soluzioni semplici sono sempre disprezzate dai grandi e raffinati matematici... e in fondo noi tutti ci sentiamo più motivati se la strada che percorriamo è angusta e perigliosa... ma tutto questo sbattersi è sempre utile? Probabilmente no, ma forse è stimolante. Potrebbe essere ugualmente stuzzicante il profumo di una pizza fatta arrivare "a bella posta" dalla Cina?
http://initalymade.splinder.com
Luca Giocoli

Consapevole dei suoi gesti secondo una natura da lui stabilita, lo si vedeva compiere delle azioni segrete a tutti, indecifrabili ma che erano compimento del suo fare nulla, in quanto paradosso stesso del fare. In un angolo della stanza illuminata restava immobile nella penombra. La sua unica ambizione sembrava il voler fare qualcosa e, seppur nulla glielo poteva impedire, rimaneva vuoto lo sguardo a ripercorrere angoli nascosti della stanza che pareva trasformarsi nella sua memoria in una luce invisibile. Attonito osservava un riflesso di luce sfuggito alla finestra, che catturava tutta la sua attenzione.
E' il lungo titolo di questo lavoro che lascia intuire una presenza invisibile abitare le stanze vuote di questo posto.
Alessandro Laita 2007

In & Between (il limite)
Siamo partite dall'intento di costruire una mostra che parlasse di se stessa attraverso il concetto di limite fra lavoro curatoriale e opera performativa. Siamo giunte ad un diagramma (una meta-mostra ovvero un'opera-sulla-mostra) e alla cronaca di una conferenza stampa a cui non è permesso accedere. Un "prima" e un "dopo" la mostra, che coesistono e a cui sembra sfuggire un "durante", uno spazio che, nello stesso punto morto dal quale è sorto, permette la costruzione di un processo mentale con infinite possibilità di sviluppo.
Gloria Bortolussi / Valentina Lucio / Annalisa Mazzoli / Kathrin Tschurtschenthaler

La dama con l'ermellino
Non c'è nulla di più convenzionale, all'interno della società dello spettacolo e della pubblicità, che l'immagine della bellezza e, anche se le caratteristiche del "bello" sono rare o difficilmente raggiungibili, ciò non di meno gli standard vigenti sono pervasivi ed omogenei. Il relativo concetto di bruttezza emerge invece soltanto da un paragone ovvero da un giudizio "in negativo".
Ho chiesto a un certo numero di studenti di scuole d'arte di riprodurre nel modo più bello possibile un celebre dipinto di Leonardo, per poi individuare, grazie al giudizio di bellezza espresso da una giuria competente, la riproduzione più brutta, l'unica che sarà esposta in mostra.
Alice Vanzan